Chi sono

Il mio lavoro consiste nell'aiutare le persone a conoscersi meglio, a trovare il modo per affrontare le proprie difficoltà e ritornare a vivere una vita in armonia con se stesse e con gli altri.

Come nasce la passione per la psicologia

La mia passione per la psicologia nasce sui banchi delle scuole superiori durante l’ora di letteratura quando la prof ci raccontò con entusiasmo del dottor Freud che con le sue idee coraggiose e innovative aveva scosso la comunità scientifica del suo tempo.

Con le sue teorie, Freud sosteneva che l’agire umano fosse guidato da energie che risiedevano in qualche luogo dentro ognuno di noi che sfuggivano al controllo razionale dell’individuo e che si chiamavano “Inconscio”.

Questi argomenti mi affascinarono immediatamente, mi incuriosiva la possibilità che ci fossero nell’uomo aspetti in ombra capaci di condizionarlo perchè questo modo di vedere avrebbe potuto aiutarmi a cercare i motivi delle mie difficoltà di quei tempi in fatto di timidezza e relazioni.

Ma non era ancora il momento giusto, quella curiosità rimase lì, senza concretezza, forse me ne dimenticai e continuai a fare le mie cose, a vivere la mia adolescenza, a studiare per arrivare ad un diploma che, come tanti, non avevo nemmeno scelto in piena coscienza.

Dopo il diploma, cominciai a lavorare nell’azienda di famiglia, come era previsto, fresca fresca di partita doppia.

Frequentavo amici che lavoravano già da un po’ e anch’io come loro, finalmente, avrei potuto raggiungere la mia tanto sognata indipendenza economica.
Ma, proprio sul più bello, non avevo fatto i conti con una parte profonda di me che cominciò a sentirsi insoddisfatta. Ero spesso di malumore, scontrosa, compravo cose che non mi appagavano, il lavoro perdeva senso.

Ma almeno mi permetteva di iniziare un percorso di psicoterapia personale.
Quella curiosità sopita per tanto tempo, dimenticata in chissà quali meandri dell’anima, aveva trovato la forza per farsi sentire, affamata di conoscere, di fare luce sulle mie ombre.

Fu la mia salvezza; incontrai una terapeuta davvero in gamba, che mi aiutò a percorrere i miei sentieri interiori alla scoperta delle mie verità belle e brutte, buone e cattive. Non è stato indolore.

Non so perchè, ma mi resi conto di avere un conto in sospeso con me stessa, il bisogno di riprendere il filo da dove lasciato, su quei banchi di scuola.

Mi iscrissi a Psicologia. Avevo capito cosa volevo fare da grande: come lo era stato per me, desideravo che la psicologia e gli strumenti che offre per conoscersi e per vivere meglio diventasse utile anche per altri.

Significava mettere a repentaglio un futuro lavorativo già sicuro in nome di non si sa bene cosa e molto probabilmente avrei deluso anche la mia famiglia. Qualcuno era scettico, qualcuno incoraggiante.

Comunque piena di dubbi e ispirandomi al rospo sordo, mi sono preparata ad affrontare il nuovo viaggio fatto di studio appassionato e di lavoro, di persone nuove, di corse contro il tempo per arrivare a lezione, di ansia e di esami, di treni di andata e ritorno, di pranzi consumati al volo.

Ricordo ancora il periodo precedente la discussione della tesi: mi accorgevo di prestare attenzione a non ammalarmi, a non espormi a rischi inutili. Volevo arrivare alla fine a tutti i costi!

A guardarmi indietro, quanta fatica avevo fatto!

Ma la strada non era ancora finita!

Dopo il tirocinio richiesto per accedere all’esame di abilitazione, è venuto naturale iscrivermi alla Scuola quadriennale di Psicoterapia. L’aggettivo che meglio descrive questo percorso è “eclettico”: dalla Psicosintesi di Assagioli, all’Ipnosi di Milton Erickson, passando dalla Mitologia, all’Antropologia e alla Simbologia dell’uomo, da Freud a Jung, da Sant’Agostino a Giordano Bruno.

Lo ricordo come un periodo emotivamente intenso e nutriente per la mia sete di sapere, che mi ha arricchito, oltre che professionalmente, anche personalmente da un punto di vista analitico e simbolico.

Ho raggiunto quella mèta e oggi, nel mio studio posso offrire alle persone quella possibilità che ho avuto io di riconoscere il proprio “percorso di individuazione” come lo chiama Jung, alla scoperta di ciò che le rende davvero soddisfatte, uniche e particolari secondo la propria disposizione naturale.

Per riuscire in questo intento, continuo a migliorare la mia professionalità, il mio modo di stare con i pazienti e le mie capacità di ascolto.

Mi sono di aiuto le esperienze congressuali, i momenti di condivisione con i colleghi più esperti, la mia analisi personale, lo studio costante.

Ma è il tempo che passo con i miei pazienti , accogliendo e condividendo i loro vissuti, testimone delle loro profondità, ad arricchirmi più di tutto.

Questo lavoro mi piace. Il viaggio in sè è valso tutta la fatica.

Tuttora dico che non potrei “essere” altro che psicoterapeuta.

E ringrazio quella prof che quel giorno mi raccontò di Freud.

La mia formazione

Laurea quinquennale in Psicologia

Mi sono laureata nel 2003 all’Università di Padova in Psicologia clinica e di comunità. Dopo aver conseguito l’Esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione, mi sono iscritta all’Albo degli Psicologi del Veneto al n. 4934

Specializzazione quadriennale in psicoterapia

Nel 2008, mi sono diplomata alla Scuola di Psicoterapia Psicosintetica ed Ipnosi Ericksoniana (SPPIE) di Verona che mi ha permesso di approfondire il pensiero analitico junghiano e quello psicosintetico di Asaggioli integrandoli con l’ipnosi ericksoniana.

Master in psicodiagnostica

Ho conseguito il Master in Psicodiagnostica presso il Centro di Formazione Psicodiagnostica ad orientamento psicoanalitico di Verona per l’uso dei test proiettivi e strutturati (Rorschach, Thematic Apperception Test, MMPI-2 WAIS -R ; etc.) sia in ambito clinico, psicodiagnostico e peritale.

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